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Leggere con i Piccolissimi: un Gioco d’Amore

Come tutti i giochi più belli anche leggere ad alta voce ha qualche regola, come quella della lentezza, dell’assenza di giudizio, dell’importanza di vivere il momento presente. Questo è il primo passo consapevole che un genitore può fare per avvicinarsi al mondo dei libri per bambini. Esserci. Respirare. I piccoli percepiscono i nostri stati d’animo più intensamente delle nostre parole. Sentono subito le nostre rigidità, sia fisiche che mentali. Colgono il “come” prima del “cosa”.

Nel rispetto dei gusti e dei modi espressivi individuali del nostro bambino, gustiamoci il tempo insieme, veramente. Sono momenti unici. Se noi grandi siamo disposti a percepire la realtà quotidiana (o almeno il momento delle storie) in un modo sensorialmente attivo, che viaggio ci aspetta! Rigidità e preoccupazioni evaporano sotto i caldi raggi dell’immaginazione e della sensibilità bambina.

L’oggetto libro è magico, perché magia è trasformazione e i libri possono trasformare, sin dalla nascita. Possono semplicemente trasformare anche solo l’atmosfera della stanza o riequilibrare il ritmo del cuore e del respiro della mamma, bussola vitale per il bebè. Possono sciogliere un brutto momento, rinsaldare un legame allentato. I libri sono un luogo animato dove tutto è possibile. Il nostro corpo fisico si può rilassare con un pò di mimo e qualche improvvisazione; non importa se ci sentiamo ridicoli, per loro siamo perfetti così come siamo. Proviamo invece a lasciarci andare senza giudicarci; la nostra mente si libera e si ripulisce; forse scopriamo parti di noi sorprendenti. I tempi, nel gioco della lettura insieme, sono dilatati e gli spazi moltiplicati, come in un gioco di specchi, che il bambino piccolo può felicemente esplorare, nello spazio intimo e protetto a contatto fisico con l’adulto amato.

Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.” diceva Janusz Korczak, poeta,  educatore e medico. Abbassiamoci senza paura, fisicamente tocchiamo per terra con le mani e la pancia, per innalzare le nostre sensazione e ricordare come le percezioni sensoriali ci parlano attraverso il nostro corpo. L’immaginazione ha corpo.

Per le piccole drammatizzazioni quotidiani sono utili oggetti semplici e materiali non strutturati, come un mestolo che l’immaginazione può trasformare in scettro, microfono, spada, bastone del vecchio saggio, bacchetta magica ecc. Sono utili alcune candele per creare l’atmosfera (occhio alla sicurezza!) e saponette naturali profumate per raccontare una storia anche con l’olfatto. Sono utili piccoli “tesori” della natura raccolti in passeggiate speciali, strumenti musicali per intermezzi e qualche effetto speciale. Il bambino vive ed esplora la realtà grazie ai cinque sensi. Anche le storie si possono odorare, gustare, toccare, oltre che ascoltare e guardare.

Non è mai troppo presto per spargere  semi di bellezza e semi di pace nell’immaginario fin dalla nascita, circondando i piccolissimi di libri di qualità, con storie ispiranti e illustrazioni d’autore, adatti all’età. Per loro si possono scegliere libri poetici, libretti cartonati con foto reali di animali o illustrati con azioni quotidiane di bambine e bambini, in cui i piccoli lettori si possono riconoscere. Prima di un’oca umanizzata che fa tutto tranne l’oca, forse prima si può conoscere e ammirare un’oca vera. Creando collegamenti con le creature viventi e gli oggetti concreti del mondo reale aiuta i piccolissimi a fidarsi dei libri, a ricercarli per trovare risposte.

La conoscenza di qualche tecniche teatrale ad hoc, in particolare di comunicazione non verbale, può essere molto preziosa. “E’ già teatro dove c’è una persona che fa qualcosa ed una persona che guarda” ha esordito Wyn Jones, il direttore della Guidhall Drama School di Londra, il primo giorno in cui ho avuto la fortuna di lavorare con lui. Può già essere quindi un’azione teatrale leggere ai nostri cuccioli. Un’azione teatrale che per funzionare ha le sue magiche regole. Ma soprattutto cuore, lentezza, rispetto per i bisogni naturali dei piccoli: quelli di verità, bellezza e amore.

 Un gioco d’amore, ecco. E un dono per tutta la vita.

Questo post è un integrazione al mio articolo pubblicato sul 1° numero (novembre 2014) della Rivista Il Bambino Naturale, diretta da Giorgia Cozza.

I libri di Maia - 2 anni
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